Gascón e Alfonso Pacifico - Lo Splendido Belmond a Portofino

 


Gascón Editorials | Splendido, Portofino: l’anima si nutre delle cose belle

Ci sono luoghi che si visitano e luoghi che, in qualche modo, continuano ad abitarti. Lo Splendido di Portofino appartiene alla seconda categoria.

In questo nuovo episodio di Gascón Editorials, Gabriele Gascón incontra Alfonso Pacifico allo Splendido, A Belmond Hotel, Portofino, per entrare nella storia e nell’identità di uno degli indirizzi più rappresentativi dell’ospitalità italiana.

Un viaggio che parte da una convinzione semplice: l’anima si nutre di cose belle.


Da monastero a icona dell’hôtellerie

Prima ancora di diventare un hotel, lo Splendido era un luogo di contemplazione.

Le sue origini risalgono a un monastero benedettino del XVI secolo, costruito sulle alture che dominano la baia di Portofino. Secoli dopo, l'edificio fu acquistato dal Barone Giacomo Baratta e trasformato in residenza privata. All'inizio del Novecento arrivò una nuova metamorfosi: nel 1902 aprì come Hotel Splendide, dotato per l'epoca di innovazioni come illuminazione elettrica, acqua corrente e ascensore.

È forse questa successione di vite a rendere lo Splendido così interessante anche dal punto di vista architettonico: il lusso qui non nasce dalla cancellazione del passato, ma dalla capacità di continuare a scriverlo.



Quando un hotel diventa parte dell'immaginario

Negli anni Cinquanta Portofino diventa uno dei simboli internazionali della dolce vita e lo Splendido ne rappresenta uno dei palcoscenici privilegiati.

Elizabeth Taylor, Humphrey Bogart, Ava Gardner e, negli anni successivi, generazioni di personalità della cultura, del cinema e dello spettacolo hanno attraversato le sue stanze e le sue terrazze.

Ma ridurre il fascino dello Splendido alla lista dei suoi ospiti illustri sarebbe troppo semplice.

Il vero privilegio sembra essere un altro: il rapporto con il tempo.

La luce sulla baia. Il verde che avvolge l'edificio. Le terrazze sospese sul Mediterraneo. Il gesto del servizio. La possibilità di riconoscere immediatamente dove ci si trova senza bisogno che qualcuno lo spieghi.

È qui che un grande hotel smette di essere soltanto un insieme di camere, materiali e servizi e diventa un'esperienza.

Non è soltanto suggestione. La ricerca contemporanea sulle esperienze turistiche mostra come la costruzione di un ricordo sia profondamente legata alla componente sensoriale ed emotiva del soggiorno. Uno studio pubblicato nel 2026 su Annals of Tourism Research, basato sull'analisi di oltre 284.000 testimonianze di viaggiatori, evidenzia come le diverse dimensioni della percezione sensoriale contribuiscano in modo significativo alla memorabilità dell'esperienza.

In altre parole, ricordiamo un luogo anche per come ci ha fatto sentire.

 
 
 
 


Conservare l'identità significa saper cambiare

Lo Splendido attraversa oggi un nuovo capitolo della propria storia. Dopo un importante percorso di restauro, Belmond ha lavorato sul patrimonio dell'hotel coinvolgendo, tra gli altri, l'interior designer Martin Brudnizki e il landscape designer Marco Bay, con l'obiettivo di aggiornarne gli spazi senza separarlo dalla propria memoria.

Ed è forse una delle questioni più interessanti per chi si occupa di hospitality design.

Come si rinnova un'icona senza trasformarla in qualcosa che non è?

Nel lusso contemporaneo, il progetto non può limitarsi a inseguire la novità. Deve saper riconoscere ciò che merita di rimanere, eliminare ciò che non serve e introdurre il nuovo con una naturalezza tale da farlo sembrare quasi inevitabile.

La vera sofisticazione raramente ha bisogno di dichiararsi.


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Gabriele Gascón e Alfonso Pacifico all’Hotel Splendido Belmond di Portofino

Gabriele Gascón incontra Alfonso Pacifico

È da queste riflessioni che nasce la conversazione tra Gabriele Gascón e Alfonso Pacifico.

Passeggiando attraverso lo Splendido e il paesaggio di Portofino, il racconto attraversa la storia dell'hotel, la cultura dell'accoglienza e quel sottile equilibrio tra architettura, servizio, persone e atmosfera che distingue una struttura eccellente da una struttura realmente memorabile.

Perché gli hotel più riusciti non vengono semplicemente progettati.

Vengono interpretati.

E quando architettura, paesaggio, storia e ospitalità iniziano a parlare la stessa lingua, accade qualcosa di raro: l'ospite non percepisce più i singoli elementi. Percepisce un'identità.

È probabilmente questa la forma più alta del lusso.

L'anima si nutre delle cose belle.

Guarda la nuova puntata di Gascón Editorials allo Splendido di Portofino con Alfonso Pacifico sul nostro canale YouTube.

Gascón Editorials

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