Habitat: interior design alpino tra lago e cielo

Foto degli interni delle stanze di Habitat

Alcuni interni di Habitat con vista sul Lago Maggiore

 

Tra il Lago Maggiore e le alture alpine del Canton Ticino prende forma Habitat, un progetto di ospitalità contemporanea che ridefinisce il concetto di abitare temporaneo. Un piccolo hamlet immerso nel paesaggio, dove architettura, interior design e natura dialogano in modo silenzioso ma profondo.

Habitat è stato raccontato anche da Condé Nast Traveller come esempio virtuoso di equilibrio tra design essenziale e immersione totale nel contesto naturale.

Qui l’articolo editoriale di riferimento.

 

Il contributo di Studio Gascón al progetto Habitat

Studio Gascón ha curato l’intero progetto di interior design di Habitat, sviluppando una visione coerente con il luogo, la filosofia dell’ospitalità e l’esperienza desiderata per l’ospite.

Il lavoro dello studio si è concentrato su:

  • concept di interior design

  • definizione dei layout interni

  • selezione di materiali, finiture e palette cromatiche

  • relazione visiva e sensoriale tra interno ed esterno

  • progettazione dell’esperienza abitativa

L’obiettivo non era creare semplicemente spazi belli, ma spazi che funzionano sul piano emotivo, percettivo e umano.

 
Una finestra sul Lago Maggiore

Una finestra sul Lago Maggiore all’interno di uno degli appartamenti di Habitat


Un progetto guidato dal paesaggio

Habitat nasce da un principio chiave del metodo Gascón:

il paesaggio non è uno sfondo, ma una componente attiva del progetto.

Per questo motivo l’interior design è stato pensato come un’estensione naturale dell’ambiente circostante. Le grandi superfici vetrate, l’orientamento degli spazi e la distribuzione interna sono stati progettati per valorizzare la vista su lago, cielo e montagne, rendendo il panorama parte integrante dell’esperienza quotidiana.

Secondo studi sul design biofilico, la connessione visiva con elementi naturali migliora il benessere psicofisico e riduce i livelli di stress. Habitat traduce questi principi in una forma architettonica concreta e misurata.

 
 
Vista dall'esterno di uno degli appartamenti di Habitat

Vista dall'esterno di uno degli appartamenti di Habitat

 

Materia come linguaggio progettuale

La scelta dei materiali è stata centrale nel progetto di interior design:

  • legno naturale come elemento strutturale ed emotivo

  • superfici materiche e opache per ridurre il rumore visivo

  • palette cromatiche ispirate ai toni del paesaggio alpino

La materia non è decorazione, ma strumento narrativo. Ogni superficie contribuisce a creare un senso di continuità, calma e autenticità.

Questo approccio riflette una visione contemporanea del lusso, inteso non come eccesso, ma come qualità percettiva e coerenza progettuale.

Una visione contemporanea dell’abitare

Habitat rappresenta una sintesi chiara del metodo Gascón:

architettura e interior design come disciplina al servizio dell’esperienza umana.

Un progetto in cui il lusso è silenzioso, la bellezza è funzionale e lo spazio diventa un luogo da vivere, non da consumare.

Indietro
Indietro

Cala Corallina: quando il lusso diventa servizio, privacy e valore immobiliare

Avanti
Avanti

Gabriele Gascón in Arabia Saudita con SGE: architettura, lusso e nuove opportunità